Ginnastica Metabolica

Attività motoria dedicata a soggetti sedentari affetti dalla sindrome metabolica (sovrappeso – obesità, diabete, ipercolesterolemia, ipertensione). I protocolli motori specifici riducono le problematiche esistenti migliorando la qualità di vita.
Per sindrome metabolica si intende, in ambito medico, una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare che comprende una serie di fattori di rischio e di sintomi che si manifestano contemporaneamente nell’individuo. Questi sono spesso correlati allo stile di vita della persona (peso eccessivo, vita sedentaria) o a situazioni patologiche preesistenti (obesità, ipercolesterolemia, ipertensione, diabete). Colpisce un’elevata percentuale della popolazione a livello mondiale, principalmente d’età avanzata. Gli studi svolti confermano che gli individui colpiti dalla sindrome metabolica, che non cambiano drasticamente il proprio stile di vita, hanno un elevato tasso di mortalità legato a problemi cardiovascolari.
La sindrome metabolica è quindi una condizione clinica associata a situazioni come il sovrappeso, e l’obesità. Dal punto di vista clinico, un soggetto può ritenersi affetto da sindrome metabolica quando sono presenti almeno tre dei valori di riferimento indicati sotto:
Pressione arteriosa superiore a 85/135 mmHg.
Valore dei trigliceridi superiore a 150 mg/dl.
Colesterolo HDL inferiore a 50 mg/dl nella donna e inferiore a 40 mg/dl nell’uomo.
Glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl.
Circonferenza addominale superiore a 88 cm per le donne e 102 per gli uomini.

Per chi ha dimestichezza con questi valori, è facile comprendere come i limiti sopraindicati siano inferiori a quelli ritenuti significativi per considerare una situazione patologica; infatti il limite di pressione arteriosa non è elevato a tal punto di poter parlare di ipertensione, il valore di glicemia di riferimento è considerabile solamente “sospetto” per diagnosticare il diabete ecc. Infatti la ricerca medica ha ormai dimostrato l’associazione tra questa sindrome (cioè il superare almeno tre dei valori di riferimento) e lo sviluppo di alcune patologie come il diabete, problemi cardiovascolari e condizioni di scarsa qualità della vita. È quindi da considerare l’anticamera di problemi più gravi, se non s’interviene adeguatamente ed “obbliga” medici troppo conservatori a non ritenere normali persone in netto sovrappeso. È altrettanto intuibile come, per la maggior parte dei casi, lo sviluppo della sindrome metabolica sia dovuto principalmente a uno scorretto stile di vita (alimentazione scorretta, bassa efficienza fisica ecc.). È ampiamente risaputo che una corretta alimentazione e lo svolgimento di un’attività fisica adeguata sono in grado (se adeguatamente bilanciati) di ridurre il peso corporeo, il grasso viscerale, il rischio cardiovascolare, l’insulino-resistenza e il rischio di mortalità. Una giusta combinazione tra dieta ed esercizio fisico sicuramente può essere considerata la panacea per quasi tutte le malattie.

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Quante sono le persone che seguendo una sana alimentazione, praticando attività fisica e non essendo in sovrappeso, improvvisamente in età adulta hanno incominciato a soffrire di sindrome metabolica? La risposta è: nessuna.
È da ricordare che gli effetti benefici dell’attività fisica vanno ben oltre a quello che è il dimagrimento. Infatti, anche senza perdita di peso (in soggetti affetti da obesità o sovrappeso) l’esercizio, svolto in maniera corretta, è in grado di: ridurre l’insulino-resistenza, con la diminuzione del rischio di diabete tipo 2, incrementare la massa magra a discapito di quella grassa, diminuendo quindi i rischi di problemi cardiovascolari, migliorare la capacità respiratoria. Il fattore maggiormente associato a condizioni precarie per il rischio cardiovascolare e per il diabete è la quantità e la distribuzione del grasso corporeo; entrando nel dettaglio, dalla ricerca scientifica si rileva che l’accumulo di peso sotto forma di grasso viscerale (in altre parole l’aumento del girovita) sia correlato a patologie cardiovascolari, al diabete e alla riduzione dell’aspettativa di vita. È necessario indirizzare il soggetto verso un’attività fisica che non comporti problemi di ordine osteo-articolare e l’intensità rappresenta il parametro più delicato da definire; sono da considerare anche altri particolari indizi come il disagio respiratorio (spesso una quantità eccessiva di grasso viscerale comporta difficoltà ai movimenti della gabbia toracica), problemi di termoregolazione, asma. Il passo successivo è quello di stabilire un programma di attività fisica che, per intensità e durata, sia adeguato al soggetto; egli deve essere informato anche sui più piccoli dettagli come l’idratazione, gli orari ideali in cui praticare l’attività (in particolar modo nei mesi caldi), la collocazione temporale dell’assunzione di eventuali farmaci ecc. La monitorizzazione dello stato di salute e dei progressi dovrebbe essere abbastanza frequente (almeno una volta ogni 4-6 settimane) per dare al soggetto un feedback “incoraggiante”.

La GINNASTICA METABOLICA è prevenzione e benessere attraverso la pratica di una corretta attività motoria intesa come un vero e proprio stile di vita. Tutte le associazioni scientifiche mediche sono, di fatto, d’accordo che l’attività motoria è un vero e proprio farmaco dolce che può migliorare le condizioni generali dei soggetti portatori della sindrome metabolica. Un problema questo che riguarda a diversi livelli il coinvolgimento di circa 30 milioni di italiani.