Ginnastica Plantare

Un’attività che stimola il piede a 360° con opportuni esercizi, favorendo il più possibile la normale maturazione della volta plantare ed un migliore assetto ed equilibrio dell’intera struttura corporea. Il piede piatto è una condizione piuttosto diffusa. E’ determinato dalla parziale o completa caduta della volta plantare longitudinale e dalla deviazione laterale del calcagno che sembra quasi poggiarsi sul lato interno (valgo pronazione di calcagno). Il piede piatto si nota fin dai primi passi, ma fino ai 3 -4 anni di età tale situazione rappresenta la normalità. Normalmente il piede correggerà spontaneamente tale condizione intorno ai 6 – 7 anni di età del bambino. 

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In alcuni casi di estrema gravità risulta consigliabile l’uso di plantari e ginnastica plantare con l’intento di migliorare l’appoggio del piede, stimolare il controllo del movimento e della postura (ginnastica propriocettiva). In letteratura internazionale l’uso dei plantari così detti correttivi è controverso perché pare non portare a moltissimi benefici in termini di correzione del piede piatto, o comunque i benefici sulla muscolatura plantare sono solo passivi. Concorde invece il parere di utilizzarli là dove il bambino, affetto da piattismo e calcagno valgo, lamenti dolore durante il cammino o abbia la tendenza al valgo di alluce. Il piattismo non è una malattia in senso stretto, risulta infatti una variante della normalità, solamente una piccola porzione dei piccoli con piattismo del piede lamentano infatti una sintomatologia dolorosa o difficoltà alla corsa. E’ però ampiamente studiata la evidenza che in chi ha il piede piatto con calcagno valgo ha una maggiore tendenza a sviluppare in età adulta artrosi della caviglia e del ginocchio e l’alluce valgo. L’intervento dell’ortopedico, nel piede piatto, ha quindi come scopo quello di provare a prevenire patologie che probabilmente si svilupperanno poi in età adulta. Certamente prima di arrivare all’intervento chirurgico, che in caso gravi è chiaramente necessario, si dovrebbe svolgere una ginnastica appropriata per stimolare tutta la volta plantare che potrebbe, con l’esercizio e lo stimolo continuo, migliorare, escludendo l’eventualità di un intervento chirurgico.

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Durante la giornata tutti camminano, quindi se il piede è “storto”, viene compromessa tutta la postura corporea obbligando certe articolazioni e muscoli a lavorare di più, ma soprattutto in età d’accrescimento può incidere in maniera determinante nell’evoluzione di paramorfismi. Esercizi specifici di propriocettività, equilibrio, coordinazione, ecc., permettono un accrescimento migliore del piede del bambino, che beneficerà di un più appropriato accrescimento muscolo – scheletrico.