Il Metodo Albino – Gym Point Palestra Reggio Calabria correttiva posturale

Il Metodo Albino

Il Metodo Albino è un metodo di ginnastica che in realtà prende spunto da diverse tecniche rieducative e ha come obiettivo principale non solo l’armonizzazione posturale ma anche il riequilibrio muscolo – scheletrico.

La nostra metodologia è in particolar modo sostenuta da oltre 40 anni di esperienza e ci ha permesso di ottenere ottimi risultati in trattamenti per scoliosi vere, atteggiamenti scoliotici, piedi piatti o cavi, ipercifosi dorsali e spalle anteposte, scapole alate, torace astenico, iperlordosi lombari.

Considerando i risultati ottenuti fino ad oggi riteniamo quindi di avere una ottima ricetta strategica che ci consente di affermare, in tutta onestà, che siamo in condizione di potere risolvere una buona parte di problematiche posturali e muscolo scheletriche.

Le Fasi del Metodo Albino

Il trattamento prevede in sostanza l’applicazione di due / tre sedute a settimana in palestra a seconda delle necessità evidenziate.

L’attività è basata perciò sull’applicazione di posture compensative ai vizi posturali, esercizi di mobilizzazione della colonna, mirati esercizi di stretching, autocorrezioni davanti agli specchi, esercizi specifici per migliorare il tono muscolare.

I nostri programmi psicomotori specifici, correlati da un’ottima compliance con il soggetto, portano non solo a risultati evidenti ma anche ad una maggiore confidenza dell’individuo col proprio corpo.

Premesso che ogni individuo è un caso a sé, a seconda del soggetto, dell’età, del sesso e della patologia viene quindi elaborato un programma personale di lavoro composto principalmente da nove fasi.

Le 9 Fasi del Metodo Albino

1 – Conoscenza del soggetto e familiarizzazione: colloquio, identificazione delle sue caratteristiche, spiegazione del trattamento proposto e motivazione.

2 – Presa di coscienza del corpo. Esame nella sua globalità e nei suoi rapporti con l’ambiente, in relazione allo spazio e al tempo, in posizione statica e in movimento.

3 – Ricerca delle disarmonie statiche e dinamiche. Presa di coscienza del corpo, degli arti, degli appoggi del ragazzo/a.

4 – Apprendimento dell’auto-allungamento assiale attivo per il controllo delle curve e delle gibbosità.

5 – Esercizi respiratori per un’azione sui muscoli intercostali.

6 – Riduzione delle tensioni muscolari e legamentose (esercizi di stretching specifici).

7 – Miglioramento della mobilità articolare.

8 – Stimolazione e tonificazione dei gruppi muscolari deficitari.

9 – Integrazione degli stimoli posturali nello schema corporeo attraverso attività di equilibrio in tutte le sue forme.

L’autocorrezione

Un altro aspetto da non dimenticare è in particolare l’educazione dell’individuo all’autocorrezione sulla base della comprensione del trattamento proposto. E’ necessario soprattutto acquisire motivazione sin dalle prime sedute per una efficace correzione degli atteggiamenti viziati e della gestualità nella vita quotidiana.

Un Metodo Unico

La Metodologia Albino, si basa in particolare su continui studi, approfondimenti, aggiornamenti riguardanti varie metodiche rieducative.

Le Metodologie Mezières, Souchard, McKenzie, Back School sono quindi fra le nostre preferite.

Un ottimo metodo è efficace nel trattamento di diverse problematiche quali ad esempio le cervicalgie, brachialgie, tendinopatie della cuffia dei rotatori, lombalgie, sciatalgie, gonalgie ed in tutte quelle sintomatologie di difficile trattamento proprio perché la loro causa risiede spesso in problemi di origine posturale.

L’obiettivo principale è in conclusione armonizzare la postura.

Tutti gli esercizi adottati per tonificare e mobilizzare non hanno validità se la persona non applica dunque quotidianamente alcuni accorgimenti corretti nel sedersi, nel sollevare un oggetto o nello stare in piedi.

La nostra metodologia rappresenta anche uno stile educativo oltre che una metodica “terapeutica”.

Utilizziamo programmi di esercizi e di terapia fisica tradizionali che si fondano su una valutazione dell’ambiente, della personalità e dello stato fisico del soggetto, e sviluppano qualità differenti in rapporto ai bisogni individuali.

I nostri protocolli ginnici giocano quindi un ruolo sempre maggiore nel trattamento non chirurgico dei soggetti con rachialgie (lombalgie e/o cervicalgie).

Per esempio, su un’ernia del disco, mentre anni addietro si interveniva chirurgicamente in modo estremamente frequente (solo nel 28% dei casi si garantisce un buon esito), ora il trattamento è più conservativo proprio per l’evidenza dei fatti e gli scarsi risultati.

Il Neurochirurgo interviene dunque se la compressione radicolare è documentata o non si può fare altrimenti ma in ogni caso un trattamento conservativo si tenta sempre, considerando inoltre che molte sciatalgie sono di origine periferica.

In caso di “schiacciamenti” discali a volte il dolore provoca un accorciamento della catena muscolare posteriore che determina un’ulteriore sofferenza del disco e nel trattamento sorge dunque una confusione tra causa e sintomo.

Postura e Armonia

La catena posteriore è un insieme di muscoli dalla sommità del cranio ai piedi che si comporta quindi come un unico muscolo.

Attraverso posture globali si mettono in tensione le catene muscolari nella loro interezza così da limitare i compensi e il dolore.

Molto spesso l’insorgenza del dolore anticipa o concomita con una tensione muscolare sulle articolazioni che limita il movimento e determina l’insorgenza di problemi muscolari ed articolari (dolore e limitazione funzionale).

I segmenti corporei hanno vocazione di movimento e devono poterlo esprimere in modo armonioso, completo e coordinato con gli altri segmenti e in ogni momento della vita quotidiana.

Ma a volte, anche a causa della sedentarietà questo non è più possibile.

La strategia è soprattutto quella di allungare i muscoli chiave della postura così da consentire maggiore libertà di movimento, oltre che mobilizzare il rachide attraverso esercizi molto cauti ma comunque progressivi per ridurre le rigidità articolari presenti.

Non importa dal numero e localizzazione dei problemi (sul sistema muscolo – scheletrico) noi trattiamo il globale.

Non trattiamo un sintomo, ma la persona che ha il sintomo, in quanto la nostra metodologia è soprattutto basata sui principi fondamentali di anatomia e biomeccanica.

L’obiettivo della riarmonizzazione è rappresentato in particolare dal recupero di un buon allineamento corporeo affinché non insorgano compensi posturali e/o dolori più gravi e strutturati.


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